GIORNATA MONDIALE DEL MALATO: AL CARDINAL MASSAIA UNA COMUNITÀ UNITA NEL PRENDERSI CURA DI CHI SOFFRE
Pubblicato il:12.02.2026
Grande partecipazione ieri al Cardinal Massaia per la Messa celebrata da Sua Eccellenza il Vescovo Marco Prastaro, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato.
Un momento intenso, di raccoglimento e di comunità, che ha riunito pazienti, familiari, operatori sanitari, volontari e rappresentanti delle istituzioni.
Nel suo messaggio, il Vescovo ha richiamato le parole di Papa Leone XIV: «Il messaggio scelto per celebrare questa XXXIV Giornata Mondiale del Malato ci riporta alla figura evangelica del buon samaritano, invitandoci a trasformare la sofferenza in amore vero e vissuto. Amare il prossimo non è una questione di sola teoria, ma è carità concreta, capace di abbattere le barriere culturali, religiose e sociali. È amare facendosi carico del dolore dell’altro e aiutandolo a sostenere il peso della fragilità provocata dalla malattia. La compassione, infatti, non è solo un sentimento, ma si traduce in gesti concreti e impegno condiviso: è fermarsi senza passare oltre, farsi vicini all’altro e prendersi cura di chi soffre».
Parole che trovano un’eco profonda nella quotidianità di un ospedale.
Il direttore generale Giovanni Gorgoni ha ricordato come un’antropologa americana faccia risalire la nascita della civiltà umana al ritrovamento di un femore fratturato e guarito in epoca preistorica: «la guarigione – in epoche senza bisturi e antibiotici – sarà stata possibile solo perché una comunità se n’è fatta carico. E oggi vogliamo ringraziare tutti i soggetti esterni alla organizzazione sanitaria – Comuni, volontari, forze dell’ordine, imprenditori – che si sono uniti a noi in quest’anno per essere comunità civile che si prende cura dei più fragili. Ma ringrazio anche i nostri operatori sanitari per tutte le volte che in quest’anno hanno saputo svolgere oltre che una professione anche una missione e ringrazio i malati che sono stati “pazienti” con noi quando non siamo stati all’altezza delle loro aspettative: non lo abbiamo fatto mai per superficialità ma solo per umana imperfezione e con immutata passione umana», ha concluso il dottor Gorgoni.

Ultimo aggiornamento: 12.02.2026